Dante e i commenti antichi alla Commedia

Coordinatore Giorgio Inglese

Firenze, 14 febbraio 2025
Palagio dell’Arte della Lana
Via Arte della Lana, 1 - Firenze

  • Luca Carlo Rossi

    Secondo bilancio sugli antichi commenti alla ‘Commedia’ (2009-2024)

    Questo bilancio aggiorna e integra una precedente ricognizione relativa al periodo 1965-2008, collocandosi in un continuum che permette di valutare la traiettoria storica della ricerca. L’intervento offre una panoramica dettagliata dello stato degli studi sugli antichi commenti alla Commedia di Dante nel periodo 2009-2024, un settore di ricerca fondamentale per la comprensione del testo e del suo impatto storico. Si inizia con un’analisi delle edizioni critiche pubblicate negli ultimi quindici anni, evidenziando i progressi metodologici e le lacune ancora presenti nella filologia dantesca. Vengono quindi discussi i contributi specifici dedicati a singoli commentatori, mettendo in risalto le figure più indagate, le innovazioni interpretative e le nuove prospettive critiche emerse. Si osservano poi gli approcci interdisciplinari che collegano l’esegesi dantesca al contesto culturale, politico e religioso fra Tre e Quattrocento; sono infine considerati i lavori che offrono una visione d’insieme dell’esegesi antica. Particolare attenzione è rivolta all’impatto delle celebrazioni culturali del centenario dantesco 2021 sulla ricerca accademica. L’intervento si propone anche di storicizzare i dati raccolti e tenta una proiezione sul futuro di questo ambito di ricerca, delineando le sfide e le opportunità che attendono gli studiosi degli antichi commenti alla Commedia.

  • Giuseppina Brunetti

    ‘Commedia’ e commenti a Bologna: qualche riflessione

    A partire dai risultati di lavori anche molto recenti (Sui commenti alla Commedia di Dante a Bologna, 2023) si propongono esempi e riflessioni sul Commento di Iacomo della Lana e sull’ambiente entro il quale è prodotto e diffuso. Il commento del bolognese, il primo a spiegare integralmente (e in volgare) la Commedia, è scritto fra 1324 e 1328 ed è dunque precedente ai manoscritti antiquiores dell’opera. La ricchezza della sua tradizione, che vanta un testimone quasi contemporaneo alla stesura del testo, testimonia una sensibile influenza su tutti gli altri commenti oltre che il primato di stampa sugli antichi esegeti danteschi. Nell’intervento si vuole provare da una parte a misurare l’euristica del commento laneo sia in termini di testimonianza e valore testuali sia a riflettere ancora sulla presenza e circolazione della Commedia di Dante a Bologna, relativamente anche alle testimonianze documentarie e storiche superstiti che riguardano la presenza di specifici protagonisti (segnatamente Graziolo Bambaglioli e Pietro di Dante).

  • Diego Parisi

    Le chiose latine alla ‘Commedia’ di Anonimo Lombardo e Anonimo Teologo

    Due episodi notevoli nel quadro dell’antica esegesi della Commedia, i cosiddetti Anonimo Lombardo e Anonimo Teologo, meritano un esame organico e approfondito delle rispettive tradizioni manoscritte e delle peculiari impostazioni esegetiche. L’interesse per le chiose latine dei due Anonimi risiede tanto nella loro antichità (tra il terzo e il quarto decennio del Trecento) – cronologia che impone un’analisi comparativa con i primi esegeti “maggiori” (Iacopo Alighieri, Graziolo Bambaglioli, Iacomo della Lana) – quanto nelle loro linee interpretative: elementare (ma non ingenua) quella del Lombardo ad Inferno e Purgatorio, tesa a fornire una sorta di prontuario per la comprensione della lictera (traduzione/parafrasi in latino dei versi, individuazione di personaggi e fonti, decifrazione delle allegorie più esibite ecc.), evidentemente necessaria ai primi lettori del poema; intrisa di dottrina quella del Teologo, che si profonde in un vero e proprio commento continuo ai primi undici canti del Paradiso. Se del Teologo si può con relativa certezza riconoscere la provenienza religiosa (ordine domenicano), il profilo culturale del Lombardo è più sfuggente, ma un passaggio almeno delle sue glosse lo avvicina agli stessi ambienti del Teologo. Sicché negli apparati notulari dei due anonimi – testimoniati congiuntamente dal codice londinese Egerton 943, base per l’edizione delle Chiose latine – potrebbero essersi depositati materiali desunti da remote (e perdute) letture dantesche avvenute in ambito mendicante.

  • Luca Fiorentini

    Poesia e verità nella ‘Commedia’ secondo i lettori del Trecento

    L’intervento propone uno sguardo d’insieme sulla riflessione dei commentatori del Trecento attorno a due questioni fondamentali: la definizione del «subiectum» della Commedia e l’analisi della sua «forma tractandi». È in relazione a questi due punti critici, tradizionalmente esaminati in tutti gli accessus ad auctores, che i lettori trecenteschi offrono i contributi più rilevanti in merito al problema del rapporto tra verità e finzione nel poema di Dante. L’analisi si concentra su tre momenti particolarmente significativi della prima ricezione dantesca:
    1. la fase più antica (anni Venti e primi anni Trenta), fortemente influenzata dalle linee ermeneutiche fissate nell’accessus a Cangrande;
    2. l’influsso esercitato sull’esegesi del secondo Trecento da Guido da Pisa, le cui considerazioni – per molti versi originali – attorno al linguaggio poetico della Commedia e allo statuto del suo autore richiedono un’analisi dettagliata;
    3. l’incontro, nell’ultimo quarto del secolo, dell’esegesi dantesca con le norme poetiche elaborate dal nascente Umanesimo (Boccaccio, Benvenuto da Imola).

  • Vittorio Celotto – Andrea Mazzucchi

    Commenti danteschi antichi e transizione digitale

    Le ricerche degli ultimi decenni sulla più antica tradizione esegetica dantesca consentono di restituire alla comunità scientifica, con maggiore rigore, un segmento importante della nostra storia letteraria e di individuare strategie ecdotiche adeguate a una corretta e più scaltrita fruizione di questi testi. L’intervento intende da un lato segnalare quanto ancora resti da fare per perimetrare con sempre maggiore precisione questa complessa tradizione, dall’altro presentare i primi risultati di un progetto di costituzione di una banca dati digitale che consente di interrogare questo polimorfo magma testuale in una prospettiva non solo lessicografica.

  • DISCUSSIONE FINALE

    Modera Giorgio Inglese

    La discussione, animata da docenti e ricercatori (tra cui si distinguono gli interventi e i chiarimenti di Diego Parisi, Luca Carlo Rossi, Giuseppina Brunetti e Luca Azzetta), si focalizza su nodi esegetici di straordinario interesse filologico e storico-dottrinale, concentrati principalmente sulla ricezione trecentesca del poema e sullo statuto della Visio dantesca.

  • Programma

    Formato PDF da scaricare

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