WORKSHOP 8 - PRIMAVERA 2017
Questio
Responsabile prof. Gianfranco Fioravanti

Tenuto a Firenze il 10 maggio 2017
Palagio dell’Arte della Lana - Via Arte della Lana, 1



PROGRAMMA

Presidente: Marcello Ciccuto (Università di Pisa, Presidente della Società Dantesca Italiana)

Il Workshop si propone di presentare un ulteriore confronto di posizioni sul controverso problema della attribuzione della Questio e di approfondire la sua struttura dottrinale ed argomentativa, collocandola nel contesto più ampio della discussione del problema del rapporto tra sfera dell’acqua e sfera della terra, iniziata nel XIII e protrattasi almeno fino al XVI secolo.


ore 15.00

Michele Rinaldi (Università di Napoli)
“Dantes auctor iste”: Pietro Alighieri e la Questio de aqua et terra

Benché accolta nel canone degli scritti danteschi sin dall’edizione del Centenario promossa dalla Società Dantesca Italiana nel 1921, la paternità della Questio de aqua et terra è stata da sempre oggetto di animate discussioni tra i dantisti. Dopo le prime riserve espresse da alcuni autorevoli esponenti della ‘Scuola storica’ (A. Luzio, R. Renier) nel secolo scorso contro l’autenticità dell’opera si schierò risolutamente Bruno Nardi: questi vedeva infatti un conflitto insanabile tra le dottrine esposte nella Questio e il cataclisma conseguente alla caduta di Lucifero descritto nel canto xxxiv dell’Inferno. Diversi ordini di considerazioni portano oggi a ridimensionare notevolmente questa tesi: a cominciare dalle differenze di genere che sussistono tra due opere molto diverse tra loro come la Questio e la Commedia; a tali differenze si aggiungono poi gli evidenti rapporti intertestuali che la Questio intrattiene con altre opere dantesche, le analogie nel ricorso a fonti comuni, la testimonianza della tradizione indiretta, che ha il suo testimone-chiave nel Comentum di Pietro Alighieri ad Inf. xxxiv 122-26. Il presente contributo si propone dunque di riesaminare i Testimonia di tradizione diretta e indiretta della Questio de aqua et terra.

Andrea Tabarroni (Università di Udine)
“Determinata est hec philosophia”: terminologia e struttura logica della Questio

L’autore della Questio si presenta come «in amore veritatis a pueritia... continue... nutritus» e si propone di compiere un actus scientificus quale la determinazione di una questione di competenza astrologica. Da questo punto di vista si può paragonare con l’autore della Monarchia, che professa un identico amore per la verità e intende parimenti procedere con metodo scientifico. L’analisi dell’opera più breve può quindi utilmente mettere in luce la struttura argomentativa e l’uso della terminologia logica, così da giungere sia ad una migliore comprensione del testo sia ad un confronto ravvicinato, per quanto possibile, con il trattato politico. Ne risulta che, oltre ad alcune significative concordanze nell’uso di alcuni termini e locuzioni tecniche di specifica pertinenza logica, sia nella Questio sia nella Monarchia è possibile riscontrare una peculiare predilezione per il procedimento della reductio ad absurdum, grazie al quale una conclusione viene dimostrata attraverso la confutazione, spesso bipartita, della tesi contraddittoria

Paolo Pellegrini (Università di Verona)
“In hac cedula meis digitis exarata”: la perfida Albione e l’autenticità della Questio de aqua et terra

Il dibattito sull’autenticità della Questio si lega strettamente alle contrastanti interpretazioni della Commedia che i dantisti hanno prodotto nel secolo trascorso e alle presunte contraddizioni che, muovendo dalle rispettive letture, emergerebbero tra le posizioni espresse nella Questio stessa e quanto Dante viene dicendo nel poema. Rileggendo alcuni fra i saggi più rilevanti, le posizioni dei diversi studiosi appaiono talvolta influenzate da ragioni altre rispetto a quelle di carattere scientifico. D’altra parte, la riconsiderazione di alcuni passaggi del testo, al sicuro da oscillazioni esegetiche relative al poema, sembra confermare che a sigillare la Questio fu la medesima mano che stese le Commedia.

Gianfranco Fioravanti (Università di Pisa)
Sfera dell’acqua, sfera della terra: i termini del problema prima della Questio

Il contributo si propone di collocare la Questio all’interno della discussione del rapporto tra sfera dell’acqua e sfera della terra che, durata fino a tutto il ’500 e oltre, inizia con il Sacrobosco e i commenti alla Sphaera (Campano da Novara, Michele Scoto), è presente nei commenti bolognesi al Canone di Avicenna (Taddeo Alderotti, Antonio da Parma, Gentile da Foligno) oltre che nelle Questiones sul De celo di autori come Giovanni Buridano, Alberto di Sassonia e Paolo Veneto. Questo permette di mettere in luce alcuni aspetti particolari della Questio che potrebbero sfuggire ad una pur necessaria e accurata analisi interna al testo.

Alberto Casadei (Università di Pisa)
Inferno XXXIV e Questio: qualche ricognizione

Benché le recenti edizioni commentate abbiano portato notevoli acquisizioni, i problemi relativi alla cosiddetta Questio de aqua et terra sono ancora numerosi, sia sul versante della trasmissione del testo, sia su quello della sua interpretazione. In particolare è stata più volte affermata, fra gli altri da Bruno Nardi, l’effettiva incompatibilità tra quanto viene affermato in Inferno XXXIV, 121-126 o nella Questio riguardo alla presenza o meno di terre emergenti dalle acque nell’emisfero australe, nonché ai processi grazie ai quali possono essere emerse quelle dell’emisfero boreale. È possibile ricomporre le contraddizioni ipotizzando che Dante parli in un caso in modo allegorico-fittizio e nell’altro in modo scientifico? Ciò, in ultima istanza, condurrebbe ad affermare che egli assegna al suo ‘poema sacro’ lo statuto di un’allegoria dei poeti. Ma, si è detto, intorno al 1320-21 ha cambiato le sue opinioni, al punto da tentare di correggere le affermazioni ‘compromettenti’ sulla caduta di Lucifero in Paradiso XXIX, 49- 54. A un esame ravvicinato questa interpretazione sembra però insostenibile, e si deve quindi riproporre il problema della coerenza fra il pensiero e la poesia di Dante in un preciso periodo della sua vita (1319-1321).


ore 17.30

discussione

ore 19.00
chiusura dei lavori



PROGRAMMA DEL WORKSHOP
IN FORMATO PDF DA SCARICARE

Lopereseguite_WSp2017.pdf