WORKSHOP 5 - AUTUNNO 2015
Vita nova
Responsabile prof. L.C Rossi

Tenuto a Firenze il 10 Dicembre 2015
Palagio dell’Arte della Lana - Via Arte della Lana, 1


PROGRAMMA

Presiede: Luca Carlo Rossi (Università di Bergamo)

Continua nel secondo Workshop 2015 sulla Vita nova il dibattito attorno a un libro che, a dispetto della sua apparenza lineare, contiene un’altissima densità testuale, concettuale e poetica. In particolare si rifletterà sull’autocoscienza autoriale di Dante nel reinventarsi come autore e poeta, di riscrivere, soprattutto nei significati, i versi che da singoli pezzi sciolti diventano parte di un organismo letterario più avanzato, attraverso una strategia di modifiche e adattamenti le cui tracce e le cui finalità si possono far emergere mediante le analisi e le ricerche svolte dagli studiosi partecipanti all’incontro. Scrivere, ri-scrivere, inventare e modificare la propria immagine di autore e di poeta sono le operazioni che impegnano il giovane Dante nel mettere a punto un’opera singolare e complessa al centro di recenti, intensi dibattiti, eppure ancora sfuggente, come indica anche soltanto la forma del titolo, oscillante, come nel nostro pieghevole, fra Vita nova, Vita nuova, Vita Nuova.

ore 15.00

Donato Pirovano (Università di Torino)
“la mia lingua parlò quasi come per se stesso mossa”. Lettura di Donne ch’avete intelletto d’amore (V.n. XIX 4-14)

Donne ch’avete intelletto d’amore rappresenta un punto di svolta del profondo rinnovamento interiore di Dante narrato nella Vita nuova. Già diffusa e popolare prima della composizione del libello – come riconosciuto dallo stesso poeta e confermato da alcuni indizi quali la presenza nel grande Canzoniere Vaticano 3793 e la citazione a memoria in un Memoriale bolognese –, la canzone viene scelta per inaugurare la «matera nuova e più nobile che la passata». A distanza di anni, il suo ruolo viene riconosciuto nel De vulgari eloquentia, dove è ricordata due volte (II 8 8 e II 12 3), e soprattutto nell’episodio purgatoriale di Bonagiunta Orbicciani (Purg., XXIV 49-51). La lettura che si propone mette a fuoco alcune problematiche esegetiche e alcuni nodi filologici alla luce della recente edizione della Vita nuova, a cura dello stesso Donato Pirovano, pubblicata in questo 2015 dalla Salerno Editrice di Roma.

Natascia Tonelli (Università di Siena)
Alcuni casi di variabili narrative nella Vita Nuova: i tempi della poesia e il tempo della prosa

Il farsi nel tempo del libro della Vita Nuova, a partire dalla fase in cui i componimenti lirici vengono scelti da Dante e ordinati in funzione della narrazione, poi eventualmente sostituiti o integrati avanti o contestualmente la stesura della prosa che li lega e li legge, a sua volta conferendo loro una ulteriore o nuova significazione, lascia nel testo alcune tracce. Indagabili non solo in termini stilistici, come aveva mostrato già Ignazio Baldelli, ma anche in termini propriamente narrativi e di coerenza narrativa: che significa, oltre alla possibilità di rilevare minime aporie, ovvero diverse strategie narrative che si sovrappongono o anche si scontrano nei vari tempi della stesura, seguire l’andamento rivelatore di certe scelte lessicali che sanno raccontare passaggi e svolte della costruzione del libro. Non si tratta certo di osare, in assenza di dati documentali, un ambizioso quanto improbabile The making of the Vita Nuova: verranno proposti alcuni casi che consentono di fissare in una possibile cronologia relativa altrettanti momenti in cui si riconosca il modificarsi e il succedersi delle intenzioni narrative di Dante.

Furio Brugnolo (Università di Padova)
Conservare per trasformare. Il transfer lirico in Dante (Vita nuova e dintorni)

Con transfer letterario s’intende ogni tipo di passaggio – trasposizione, trasferimento – di un oggetto letterario (un testo, un genere, un dispositivo, ecc.) da un certo contesto culturale ad un altro, passaggio che comporti una conservazione e nello stesso tempo una trasformazione del senso di tale oggetto. Non dunque i semplici fenomeni di imitazione, ripresa, riecheggiamento, adattamento, traduzione ecc., ma qualcosa di più profondo e organico, che si può riconoscere appieno solo tenendo conto dei vettori storici e ideologici del passaggio medesimo. La poesia giovanile di Dante – quella che fa capo alla Vita nuova, ma non solo – ci fornisce degli esempi paradigmatici, e senza precedenti all’epoca, di transfer lirico, che ci mostrano i testi poetici in perenne movimento a partire dalla tradizione e dalla convenzione cortese, radicalmente rinnovate e trasformate, e dunque superate. In particolare la prima parte del libello, con l’“arcaismo” e l’ibridismo intenzionale e con l’auto-antologizzazione che la costituisce, è costruita – come altre ricerche attuali stanno mettendo in luce – come la messa in scena e la storicizzazione di un ‘attraversamento’ che prelude alla conquista di un territorio tutto nuovo e personale.

Albert Ascoli (Berkeley University)
L’autore-lettore della Vita nova

Benché nel «libro della memoria» non vengano ancora usate da Dante le parole autore e autorità attorno alle quali si svolgerà la sua quête di auto-definizione, vi sono tuttavia presenti molti dei tratti formali e dei temi cruciali che verranno sviluppati negli anni dell’esilio. Tra questi la mistura ibrida di poesia e prosa; lo sviluppo di una narrativa del ‘diventare poeta’ articolata in rapporto ad elementi biografici e perfino storici; la forma dell’autocommento che insieme fa leva su una tradizione pre-esistente medioevale latino; lo schieramento programmatico con altri scrittori volgari che gli fanno da precursori e/o da pubblico (i fedeli d’amore; Guido Guinizelli; Guido Cavalcanti). E ancora: il confronto della nascente tradizione italiana con quella dei poete classici come Ovidio, Orazio, Lucano, Omero e Virgilio; la reinterpretazione palinodica delle proprie opere poetiche; la progettazione di un’opera futura che distinguerà Dante dal se stesso passato e presente, nonché da tutti gli altri poeti di tutti i tempi. L’intervento passerà in rassegna gli elementi che ci portano verso la straordinaria ridefinizione del mestiere di autore e di poeta che si avrà nella Commedia, con enfasi particolare sul paragrafo dedicato alla poetica, teso a giustificare la presenza di un poeta interprete di se stesso.

ore 17.30

discussione

ore 19.00
chiusura dei lavori



PROGRAMMA DEL WORKSHOP
IN FORMATO PDF DA SCARICARE

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