WORKSHOP 4 - PRIMAVERA 2015
Vita nova
Responsabile prof. M. Gragnolati

Tenuto a Firenze l’8 maggio 2015
Palagio dell’Arte della Lana - Via Arte della Lana, 1


PROGRAMMA

Presiede: Luca Carlo Rossi

Questo primo workshop sula Vita nova affronta la complessità testuale, culturale e poetica del libello dantesco e si concentra in particolare su alcune delle strategie con cui intorno ai trent’anni, forte del tirocinio giovanile, Dante riorganizza il proprio passato poetico e interviene con forza e originalità all’interno del mondo lirico contemporaneo: l’auto-esegesi in prosa e la riscrittura delle rime, il dialogo sostenuto con i poeti coevi e la volontà di distinguersi da essi, la teologizzazione dell’amore cortese, il ricorso alla filosofia e al discorso dei mistici, la sua riflessione sul linguaggio. Sarà così anche possibile discutere come e sino a che punto alla rinnovata concezione d’amore e di poesia proposta nel libello corrisponda anche una nuova forma di organizzazione del testo e di autorialità.

ore 15.00

Manuele Gragnolati (Oxford University)
Dalle rime al libello e la performance dell’autore

L’intervento si concentra sulla produzione lirica di Dante sino alla Vita nova e propone una lettura del rapporto tra rime e libello il relazione al concetto di performance. Concentrandosi sull’operazione, attuata nella Vita nova, di raggruppare, selezionare, ordinare e commentare le rime del passato, si esplorerà in particolare la riscrittura a cui esse vengono sottoposte, evidenziandone la complessità archeologica e temporale, e mostrando come, nella trasformazione da rime indipendenti e a sé stanti a liriche facenti parte di un’opera unitaria, si produca non solo un autore nuovo rispetto a quello delle rime, ma anche un nuovo tipo di autore.

Giuseppe Ledda (Università di Bologna)
L’ineffabilità nella Vita nova: retorica, mistica, narrativa

La retorica e la teologia dell’ineffabilità hanno un’importanza straordinaria e una pluralità di funzioni nella Commedia, dove si sviluppa in modi nuovi un uso già frequente nella letteratura dell’aldilà. Ma anche la lirica d’amore ha una tradizionale topica dell’ineffabilità, sia sul versante oggettivo della bellezza e virtù della persona amata, sia su quello soggettivo delle dolcezze e dei dolori d’amore. Nella Vita nova questa ineffabilità lirica è portata a esiti nuovi non solo attraverso l’inserimento dei testi poetici in un macrotesto prosimetrico e in un complesso tessuto narrativo, ma soprattutto tramite l’assunzione della tradizione mistica e teologica dell’ineffabilità, che partecipa alla più ampia e fondante strategia di riuso di modelli biblici, agiografici e teologici nel prosimetro giovanile dantesco.

Elena Lombardi (Oxford University)
Le prime riflessioni di Dante sul linguaggio nella Vita nova

La riflessione dantesca sul linguaggio nell’opera giovanile assume diverse forme: dalla meditazione sul rapporto tra nomi e cose, alla difesa del volgare come lingua lirica e ‘femminile’, all’esclusione del Latino per ragioni di amicizia. Questo intervento mira a contestualizzare tali spunti all’interno del libello, in relazione al ‘pubblico’ di Dante, così come nell’ambito della più matura riflessione sulla lingua (Convivio e De vulgari eloquentia) e della pratica poetica della Commedia.

Roberto Rea (Università€ di Roma Tor Vergata)
La fine dell’amicitia. Dante e i poeti della Vita nova

Dedicata al primo amico primo, Guido Cavalcanti, la Vita nova pare costituirsi come la definitiva consacrazione del mito stilnovista dell’amicitia intesa come idem velle. In realtà, com’è ben noto, proprio il libello segna una radicale presa di distanze dalla poesia e dalle concezioni di Guido, e mette così definitivamente in crisi quel sodalizio intellettuale. Questo intervento si propone di riesaminare le modalità e le ragioni dell’operazione dantesca, anche in rapporto ad altri nomi di poeti evocati, allusi o taciuti nel libello.

Erminia Ardissino (Università di Torino)
Vita nova: il libro delle trasformazioni d’amore

L’evolversi delle vicende amorose raccontate nella Vita nova sembra ripercorrere le teorie d’amore con cui Dante aveva famigliarità: l’arte d’amare ovidiana, le suggestioni cortesi, quelle dolcestilnovistiche, per approdare a una visione originale che avrà il suo sviluppo più alto nel poema sacro. Queste tappe sono strettamente legate alle poetiche che Dante sperimenta. Ripercorrerle significa considerare lo stretto nodo che lega poesia e amore negli scritti di Dante, i modelli che Dante ha preso in considerazione, che ha imitato, rifiutandoli però progressivamente fino a giungere a quella che è la sua conquista ultima, come si rivela nell’ultima cantica del poema. La Vita nova indica già tutti i presupposti ideologici che vengono successivamente ricostruiti in un processo formativo personale e autoriale.

ore 17.30

discussione

ore 19.00
chiusura dei lavori



PROGRAMMA DEL WORKSHOP
IN FORMATO PDF DA SCARICARE

WS4-2015