WORKSHOP 14 – AUTUNNO 2019
Inferno. Temi, personaggi, episodi

Società Dantesca Italiana

Firenze il 5 dicembre 2019
Palagio dell’Arte della Lana - Via Arte della Lana, 1


PROGRAMMA


ore 15.00

Saluto Marcello Ciccuto (Presidente della Società Dantesca Italiana)
Presiede Giuseppe Ledda (Università€ di Bologna)


Giovanna Frosini (Università per Stranieri di Siena)
Strumenti della parola e tradizioni culturali nell’ Inferno

Con gli strumenti della lingua e della tradizione (classica e volgare) Dante fonde in unità una nuova lingua, che, superando i limiti dell'imitazione parcellizzata e pure significativa, unifica e ricrea ciò che precede, ottenendo la voce della poesia. La relazione prenderà in esame alcuni casi significativi del percorso infernale, in particolare del canto XIII di Pier delle Vigne, per tentare di interpretare il rapporto di Dante con le fonti, e di decodificare le strategie linguistiche e retoriche messe in atto dall'autore della Commedia, alla ricerca di una lingua potentemente nuova.

Silvia Diacciati (Firenze)
L'Inferno e la città partita: Dante tra le fazioni fiorentine

Uno degli aspetti più controversi dell'esperienza umana di Dante fu la sua partecipazione a quella lotta di fazione che fu cifra caratteristica della città di Firenze tra Duecento e Trecento e causa principale dell'esilio dantesco. Se la contrapposizione tra guelfi e ghibellini aveva sconvolto la città nei decenni centrali del secolo per esaurirsi in parte con la vittoria dei primi a Benevento, nuovi conflitti si aggiunsero nel corso dei decenni seguenti, creando un intreccio di relazioni talvolta difficilmente districabili. A partire dagli anni Ottanta, infatti, a quella prima divisione si sommò il conflitto tra magnati e popolani, mentre negli ultimissimi anni del secolo i fiorentini si sarebbero divisi anche tra bianchi e neri. Guelfo, guelfo-bianco, bianco, ghibellino: al nome di Dante sono stati alternativamente accostati tutti questi aggettivi, in un turbinio di giravolte capace di mettere in crisi anche il più esperto di storia fiorentina. La cantica infernale ci consentirà di compiere un viaggio tra i protagonisti delle guerre intestine che travagliarono Firenze nel corso di tutto il XIII secolo: l'incontro con il fiero Farinata degli Uberti, l'alterco con lo sfuggente Bocca degli Abati o la predizione del blasfemo Vanni Fucci forniscono uno spunto privilegiato per comprendere la natura della lotta e le forme attraverso cui si espresse, ma anche la riscrittura della vicenda personale da parte del poeta stesso.

Edoardo Ferrarini (Università di Verona)
Dante agiografo: i santi “all’Inferno”

Nell’ultimo cinquantennio – e precisamente dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso – gli studi agiografici hanno vissuto un’importante, e a tratti turbinosa, stagione di rinnovamento e sviluppo: l’indagine sui santi e sul loro culto, sui modelli di perfezione che hanno caratterizzato le varie epoche della cristianità e sui testi letterari che li hanno trasmessi ha permesso di raggiungere una comprensione storiografica migliore del complesso fenomeno della santità cristiana. Certamente anche la Commedia di Dante può essere definita come una ‘scrittura sui santi’. Ci appare, anzi, sotto questo profilo, una testimonianza dal valore eccezionale: proprio per il fatto che la Commedia rappresenta il tentativo riuscito di raffigurare poeticamente l’intero «cosmo culturale del Medio Evo latino» (E. R. Curtius), essa ci consegna anche l’immagine nitida di quello che è stato definito – con espressione, in verità, non molto felice – il ‘pantheon santorale’ dell’età di mezzo. Se è soprattutto la terza cantica ad imporsi come il campo naturale per una tale indagine, non va dimenticato che anche l’Inferno, paradossalmente, ha i ‘suoi’ santi (Maria, Giovanni Battista, la martire Lucia, Pietro da Morrone, Zita di Lucca, Francesco d’Assisi). Rileggere queste pagine secondo la prospettiva e i metodi dell’agiografia potrebbe offrire un contributo non banale alla loro comprensione; può anche consentire di verificare quanto la critica dantesca si sia rivelata permeabile alle acquisizioni storiografiche più recenti degli studi agiografici e in che senso, soprattutto, si possa parlare di Dante come ‘agiografo’.

Riccardo Bruscagli (Università di Firenze)
Tornando a Brunetto

Perché ‘tornando a Brunetto’? Perché, pur tenendo debito conto delle varie interpretazioni offerte di questo incontro, e specialmente dello specifico peccato di Brunetto, pare opportuno tornare ad una lettura e a una valutazione dell’episodio in sé, nel suo carattere inequivocabile di invenzione narrativa. S’intende dire che ogni scavo biografico, storico, ideologico, pur benvenuto, deve poi arrendersi, o almeno fare i conti, con l’orchestrazione dell’episodio: che a una lettura non pregiudicata ci pare presenti il caso di una straziante sorpresa, da parte del pellegrino, di fronte ad un vizio dato per non conosciuto, fino ad allora, del suo dannato interlocutore. Questo carattere di fictio narrativa d’altronde sembra utile a intendere altri cruciali episodi della Commedia (per esempio, anche l’incontro con Farinata-Cavalcante) dove la radice storico-biografica è trascesa (poeticamente) fino ai limiti dell’arbitrio e della millanteria.

Davide Canfora (Università di Bari)
Una “preghiera degna di molta loda”: Ulisse e il desiderio di conoscenza

Dante riflette variamente, non solo nella Commedia, sulla funzione e sui limiti della ragione e sulla legittimità del controverso e innato desiderio di comprendere e conoscere che anima gli uomini. Muovendosi nella ardua strettoia imposta da un lato dal pensiero cristiano e dal suo rigore, dall’altro dai fondamenti laici della lezione aristotelica, il poeta costruisce un sistema complesso e ambiguo, in cui i tratti che potremmo definire umanistici non si saldano facilmente con i valori tradizionali. Si coglie nella pagina dantesca un mirabile tentativo, che l’Umanesimo propriamente detto tenderà a perfezionare, di sintesi tra fides e ratio. Con altri esempi, ci si soffermerà in particolare sul dialogo tra Dante e Cavalcante de’ Cavalcanti nel girone degli eretici e sulla drammatica rievocazione della figura e del viaggio di Ulisse.


ore 17.00

discussione

ore 19.00
chiusura dei lavori



PROGRAMMA DEL WORKSHOP
IN FORMATO PDF DA SCARICARE


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